Note di regia

“Giovani attori selezionati nelle scuole di Benevento,
in un'avventura fantastica tra Shoah e bullismo”

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Oggigiorno, così come nel passato, il mondo degli adulti è diffidente a considerare le nuove generazioni affidabili per progetti che implicano l'abnegazione, il sacrificio, e tanta costanza.

Queste peculiarità sono alla base nel mondo del cinema e immaginare di realizzare un progetto cinematografico che preveda due protagonisti, quattro coprotagonisti e tante figurazioni speciali, interpretati da ragazzi adolescenti da selezionare in casting realizzati nelle scuole, ai più sembrava un progetto irrealizzabile. A questo va aggiunta la difficoltà di far interagire con profitto attori professionisti di livello nazionale (tra gli altri Nicola Di Pinto, formidabile attore presente in tutti i film di Giuseppe Tornatore...) con questi ragazzi alla prima esperienza davanti alla macchina da presa di questo mio secondo film.

Da regista non posso altro che dire: contro ogni più rosea previsione la scommessa è stata vinta. E il merito di questa riuscita va dato sopratutto a loro, ai ragazzi, che si sono calati nella parte con una professionalità e una dedizione a volte sconosciuta anche al mondo dei professionisti.
E' vero, la prima parola dell'aiuto regia nel richiamarli sul set era sempre, “ Va bene, ora mettete giù quel telefono che siamo pronti per girare...”, ma dopo questo primo inevitabile passaggio la loro dedizione era attenta e totale, sfidando la fame, la stanchezza, il caldo, e il poco sonno che su
un set cinematografico sono sempre compagni di avventura inseparabili.
Il tutto veniva vissuto dai ragazzi con gioia e spirito collaborativo, e anche se selezionati da varie scuole, ha fatto nascere tra loro un'amicizia che ancora oggi li lega. Per me è stata una grande soddisfazione aver vinto questa scommessa e non posso fare altro che ringraziarli per la fiducia che mi danno nel pensare che queste nuove generazioni avranno un futuro decisamente meno buio di quello che i nostri tempi ci portano a credere.

Ma una scommessa l'hanno vinta anche loro partecipando ad un lavoro cinematografico, che come il mio primo film, è stato prodotto in una piccola provincia (Benevento). Questo lavoro è la giusta testimonianza di un'impresa realizzata lontano dai grossi centri e dai classici circuiti del cinema italiano e spero, che dia loro la convinzione che la propria terra, anche se sempre più bistrattata, può offrire anche tanto, a patto che ci si ponga verso di essa in modo, si critico, ma costruttivo.

Questo film fantastico/storico oltre alle vicende che raccontano una storia di bullismo, la difficoltà dei genitori a capire che i loro “bambini” stanno diventando adulti e accettano con riluttanza separazioni e nuovi legami sentimentali, ci porta a conoscenza di un personaggio storico della nostra regione.

Giovanni Palatucci, è stato un vice commissario aggiunto di pubblica sicurezza , Medaglia d'oro al merito civile, Reggente della Questura di Fiume sino al 13 settembre 1944, e dal 1995 “Giusto tra le Nazioni” per aver salvato, da sicura morte nei campi di concentramento, circa 5000 ebrei.
Ma il suo eroismo lo ha portato a finire i suoi giorni nel campo di concentramento di Dachau dopo essere stato catturato, torturato e processato dalla Gestapo, la temibile polizia nazista che con le SS dettavano legge nella Repubblica Sociale Italiana, cercando di portare a termine il folle progetto della “Soluzione finale” a cui, persone come Palatucci, si sono opposti fino al sacrificio estremo.

Il film “- M - Sono solo un ragazzo” è sostenuto dalla Associazione Onlus Giovanni Palatucci.